Notizie su Sant'Anastasia (NA)

Sant’Anastasia si trova a 150 metri slm, a 14 km Napoli, nel Parco Nazionale del Vesuvio ai piedi del Monte Somma e conta circa 30.000 abitanti.
Il territorio comunale ha una superficie di oltre 18 kmq e si sviluppa su di un’altitudine che varia dai 30 ai 1000 metri slm.

Le origini di Sant’Anastasia risalgono al 1° secolo a.C., data riferita ad una tomba romana ritrovata. Apparteneva al feudo di don Ferrante di Cardona, contro il quale nel 1592 gli abitanti si opposero in una rivolta sfociata nel sangue, per questo il popoloso casale di Sant'Anastasia fu ceduto al viceré di Napoli.
"Santo Nastagio" o "Santo Nastaso", in verità, non è stato mai Casale di Napoli, ma parte integrante del territorio del Casale di Somma (attuale Somma Vesuviana).
Rinomata zona di caccia sino dai tempi remoti, il centro vesuviano ha terreni fertili ed aria salubre, peculiarità che ne fanno un rinomato centro agricolo. L’attività artigianale è legata soprattutto alla lavorazione del rame. Interessanti sono le feste religiose e le escursioni nell’area del Parco, con itinerari a piedi alla scoperta della fauna e della flora.

La storia della cittadina ruota intorno alle vicende legate al Santuario della Madonna dell’Arco ed alla Chiesa di Santa Maria la Nova.
Le notizie che seguono sono state fornite dal Professor Saverio Miranda, abitante a Sant’Anastasia. Verricelli nella “Cronica della Città di Matera nel Regno di Napoli” (1595 e 1596) scriveva: "La città è tutta admurata con altissime torri, quali all’antica quale a tempo che si combatte con balestri hera inespugnabile cossì come oggi sarebbe a guerre senza artelleria et a tempo che la maestà di Re Ferrante donò questa Città a Carlo Tramontano di Santo Nastaso casal di Napoli con farlo Conte;...".

Come abbiamo letto, il Conte Tramontano è nato a Sant’Anastasia e, per una serie di vicende legate alla sua movimentata vita, meglio approfondite nelle pagine di questo sito, nel 1514 muore assassinato a Matera, dov’era Conte.
Il nome della strada dove è avvenuto l’eccidio si chiama ancora “Via Riscatto”, a ricordare la liberazione dal tiranno, ma va detto che a Napoli, una traversa della centralissima Piazza Nicola Amore porta il suo nome.
Questo riconoscimento espresso più di un secolo fa dalla commissione toponomastica del Comune di Napoli, si deve al fatto che il Tramontano è stato il primo cittadino eletto direttamente dal popolo per rappresentarlo nel parlamento partenopeo di quegli anni.