Le cisterne scavate nella roccia

Il territorio di Matera ha una piovosità molto bassa, e l'approvvigionamento dell'acqua è stato uno dei più grandi problemi che l'Uomo ha risolto qui in modo stupefacente.
Il torrente Gravina, piccolo e incostante, non poteva fornire in alcun modo il necessario apporto d'acqua.
Non restava che imbrigliare l'acqua piovana e quella che si condensava con l'umidità notturna.
Un primo esempio di cisterna, molto presente nel territorio di Matera è la "cisterna a tetto", che se all'apparenza può sembrare una casa semisepolta, in realtà è un ingegnoso sistema per carpire le infiltrazioni del sottosuolo e la condensa naturale dovuta alle differenze di temperatura.
Sul tetto è presente il pozzo, da cui l'acqua viene fatta fluire in vasche.

Cisterna a tetto in località Murgia di S.Andrea. Foto e sezione

La cisterna a tetto però non è l'ideale per imbrigliare l'acqua piovana in territori scoscesi, come i luoghi dove sorgono i Sassi. Il tenero tufo è stato così intagliato e sono state realizzate numerose canalette e grondaie che facevano confluire l'acqua in grandi cisterne dalla tipica forma a goccia, le cisterne a campana.

Le cisterne a campana, grazie ad un'estesa rete di canalette, erano l'ideale per convogliare l'acqua sin dentro le abitazioni, anch' esse scavate nella roccia. L'acqua immagazzinata era davvero tanta se si pensa che tre metri di profondità per queste cisterne è una misura medio bassa.

Approfondimenti su Ipogei di P.za Vittorio Veneto e I Palombari

Nel disegno a sinistra, sezione cisterna. Nel disegno a destra, l'acqua viene convogliata nelle cisterne dentro le abitazioni