Bari

Era il 1087 quando alcuni marinai baresi trafugarono i resti di San Nicola dall'Anatolia, qualche anno dopo fu eretta la Basilica in suo onore, costruzione che assieme al Castello Normanno-Svevo disegna il profilo di Bari vecchia, la parte antica e più caratteristica di questa città.

Edificio imponente, classico esempio del romanico pugliese, contiene anche la cripta al cui interno riposano i resti di San Nicola.

Se capitate a Bari il 7 Maggio, i festeggiamenti in suo onore (Sagra di Maggio) sono assolutamente da non perdere anche per via dell'arrivo di numerosi pellegrini in città.

Proseguendo a piedi per soli 500 metri, e superando la Cattedrale di San Sabino, stupendo romanico, arriverete dinanzi all'emblema della Bari storica e antica: il Castello Svevo-Normanno.

Una fortezza con tanto di fossato che guarda l'Adriatico e le cui prime fondazioni potrebbero risalire ai romani. La maggior parte del risultato attuale è invece conseguente all'intervento dei normanni e alle fortificazioni di Federico II.

Bari vecchia non è solo un concentrato di storia, a rendere affascinante questo quartiere è un'essenza molto folk caratterizzata da un groviglio di vicoli e angiporti.

Con le dovute proporzioni ricorda la Barceloneta, il borgo di pescatori che guarda il mare di Barcellona. Le stradine baresi si dipanano da Piazza del Ferrarese per trovare spesso uno sfogo con vista mare. Da un po' di anni il quartiere è vivace anche di sera grazie a localini e trattorie.

Bari vecchia
La Città Vecchia è la parte più suggestiva della città. Viuzze strette, con la gente che abita a pianterreno e che siede fuori casa, dove sistema il "tavoliere" per preparare le orecchiette. "Pasticcerie che,ai dolci tradizionali,aggiungono leccomie a base di panna e burro; ed ecco i piccoli artigiani che forgiano gli oggetti in ferro e l'aggiustatutto - ripara l'ombrello e la borsetta e la vasca da bagno -.

Bari vecchia abbonda di osterie e trattorie dove  la cucina casalinga domina con le sue gustosissime pietanze. Gente tra i vicoli che prepara le orecchiette.
 
Il castello di Bari fu edificato intorno al 1131 da Ruggero il Normanno.
Ben poco testimonia questa prima epoca a causa dell'assalto, intorno 1156, di Guglielmo il Malo che ridusse il Castello a poco più di un rudere. L'attuale struttura del complesso si deve a Federico II che temperò in parte l’austerità della fortezza conferendole requisiti più prossimi ad una residenza.

Di forma quadrilatera, era circondato dal fossato su tre lati e protetto dal mare sull’altro versante.


Scarse sono le notizie riguardanti la costruzione della Cattedrale. La tradizione fa risalire le sue origini ad una piccola chiesa episcopale già esistente nel VI secolo.

Da questo momento in poi ha subito una serie di aggiunte, distruzioni e modifiche varie che ne hanno alterato l’originaria bellezza. L’arcivescovo Bisanzio fece costruire intorno al 1034 una nuova chiesa, ampliata ulteriormente tra il 1070 e il 1078.

Fu seriamente danneggiata nel 1156 da Guglielmo il Malo che, non gradendo la conquista di Bari da parte dei bizantini, decise di distruggere l’intera città lasciando intatta solo la Basilica di San Nicola.


La Basilica, uno dei monumenti più rappresentativi del romanico in Italia, fu costruita in occasione del trafugamento delle reliquie di San Nicola da Myra in Turchia a Bari nel 1087. L’ubicazione prescelta, seguendo l’indicazione dei 62 marinai baresi che avevano compiuto l’impresa, fu la corte del catapano, residenza dei governatori bizantini, quasi a voler simboleggiare la vittoria della fede cristiana sul potere bizantino.

Per consentire la costruzione di questo enorme monumento si dovettero demolire alcune piccole chiese nelle vicinanze, quali S. Demetrio, S. Eustrazio, S. Basilio, S. Sofia.


Scarsi sono i dati documentati riguardanti le origini della Basilica dal punto di vista architettonico. Certo è che i lavori per la costruzione del tempio, voluto dall'abate Elia, ebbero inizio intorno al 1087 e terminarono sicuramente prima del 1108. Nel 1089 papa Urbano II consacrò la cripta e vi depose le reliquie, il 1° ottobre 1089 fu tenuto al suo interno un concilio di ben 185 vescovi con relativi segretari.


La piazza nella città medioevale è il cuore della comunità dove convergono i simboli della vita religiosa e civile. Così anche Piazza Mercantile, la Piazza per antonomasia della città vecchia, pur non possedendo una unità estetica e un aspetto monumentale, si pone come monumento fondamentale nella storia dell'evoluzione urbana della città.

Inizialmente era denominata Piazza del Seggio, Piazza dell'Orologio, poi Piazza Maggiore e, negli anni del dopoguerra, Piazza Gramsci. La piazza ha rappresentato per secoli il centro amministrativo e commerciale di Bari - ivi era la sede del reggimento comunale, ivi si teneva il principale mercato giornaliero delle merci, ivi sorgeva il Palazzo della Dogana - ed è stata riconosciuta tale fino alla fondazione del borgo murattiano quando furono trasferiti nella nuova città il teatro ed i pubblici uffici.


Su Piazza Mercantile si affaccia il Palazzo del Sedile, costruito nel 1503 sede del Consiglio dei Nobili e dei Primari. Fu distrutto da un incendio nel 1602 e ricostruito con alcune aggiunte, tra cui la torre con l'orologio e successivamente la loggia superiore.

Fu trasformato in teatro nel 1820 e poi definitivamente abbandonato nel 1835 per timore di eventuali crolli.
Poco distante è la Colonna Infame, o Colonna della Giustizia. Su una base sopraelevata, un leone con dietro una colonna sormontata da una sfera, collocata per adempiere il triste ufficio della gogna: i debitori insolventi venivano esposti al pubblico ludibrio seduti a cavalcioni del leone con un collare di ferro assicurato alla colonna.  


Piazza del Ferrarese, recentemente ristrutturata e riportata all'antico splendore. La denominazione è da attribuirsi ad un mercante di origina ferrarese, Stefano Fabbri o Fabri che qui svolgeva la propria attività. E' conosciuto per aver fatto costruire a proprie spese il loggiato superiore del Palazzo del Sedile.

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