Guida all'evoluzione urbana

A cura di Antonio e Francesco Foschino

"Matera è l'unico posto al mondo dove gli abitanti possono dire di vivere nelle stesse case dei loro avi di 9.000 anni prima" recita Fodor's, una guida inglese.  In parte è proprio così, come vedremo.
Le grotte naturali, numerose nel territorio di Matera, sono state le prime dimore per gli uomini, che non subivano passivamente le forme della natura ma se ne appropriavano, determinando nella grotta percorsi ed architetture.

 

Cominciava così una laboriosa opera di scavo, e parte del materiale di risulta veniva utilizzato anche per chiudere l'entrata della grotta, tamponandola.


Oltre che con lo scavo la grotta veniva ingrandita anche con un tipo di costruzione, chiamata "lamione", che in pratica prolunga verso l'esterno la grotta.
Lo scavo veniva proseguito a seconda delle esigenze, con numerose diramazioni.

 

             Per le zone più a valle lo scavo avveniva quasi in piano, ma per tutte le altre  lo scavo è avvenuto in discesa, con più piani, seguendo un' inclinazione tale per cui gli alti raggi solari estivi non superassero l'entrata della grotta. In inverno invece l'inclinazione era tale da permettere ai bassi raggi di giungere sino al fondo della grotta , portando luce e calore.

 

Naturalmente più cavità esistono l'una sull'altra, disposte in modo geniale e caotico, e si arriva a contare fino a dieci piani scavati gli uni sugli altri. Il tetto di una casa è, al di sopra, una strada, una scalinata, un giardino, o il pavimento per un'altra casa. Di frequente, camminando nei Sassi, ci si imbatte nei comignoli che spuntano nella strada perché, senza rendercene conto, stiamo in effetti camminando sul tetto di una casa. Il groviglio di cunicoli è inestricabile, ed è inimmaginabile lo sviluppo sotterraneo della città, che abbiamo cercato di rendere con una sezione di una piccola zona dei Sassi, ma effettivamente è di difficile resa grafica, e può solo dare una vaga idea, che vi servirà a capire come ciò che si vede normalmente dei Sassi ne è solo la pellicola esterna. Ciò che maggiormente colpisce il visitatore è la vastità di questo tessuto urbano. Non stiamo parlando di qualche decina di casa e di qualche chiesa.
Questi sono i dati di questo incredibile paesaggio urbano:
Oltre 80 chiese, di cui:circa 60 rupestri (nell'agro ce ne solo un altro centinaio);
circa 20 costruite
3.012 abitazioni, di cui :

  • 665 con ingresso al di sotto del piano stradale. Vi si accede solo da botole.
  • 1672 con accesso al livello del piano stradale
  • 362 con ingresso sopraelevato al piano stradale
  • 307 al 1° piano e solo 8 al 2° piano (quindi case costruite e non scavate)

Oltre la metà, 1645, sono "trogloditiche", cioè interamente scavate nella roccia.

Disegni di Vita Andrulli. Lo spaccato prospettico è un'elaborazione da un disegno di Francesco Conti

 Le restanti sono composte quasi tutte da una parte costruita e da una parte scavata più o meno estesa, e solo il dieci per cento risulta interamente costruito.
Dopo aver letto questi dati non sorprendetevi dunque nell'apprendere che nei Sassi abitavano oltre 18.000 persone. Ecco perché la guida Fodor's, citata ad inizio pagina, dedica a questa città quel commento meravigliato ed entusiasta. Oggi purtroppo questo immenso Patrimonio non gode di ottima salute a causa del completo abbandono durato oltre quattro decenni, che solo da qualche anno si sta faticosamente e lentamente cercando di recuperare. Prenotando una guida turistica per una passeggiata nei Rioni Sassi si potrà comprendere al meglio la storia dell'evoluzione di questo complesso urbanistico.

 

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