Preistoria

A cura di Antonio e Francesco Foschino

L'unicità di Matera risiede anche nella continua presenza umana, che senza interruzione copre tutte le età dell'uomo.. I reperti più antichi sono stati rinvenuti in pendici terrazzate e risalgono a 400.000 anni fa, quando l'Uomo era un semplice cacciatore-raccoglitore.
Al Paleolitico inferiore (150.000 anni fa) risale invece l'Uomo di Altamura, uno scheletro umano rinvenuto a pochi km da Matera e ad oggi è il più antico ritrovamento dell'Uomo di Neanderthal oggi esistente.
Sono del Paleolitico Medio (50.000 anni fa) i reperti rinvenuti da Domenico Ridola circa un secolo fa specie nella Grotta dei Pipistrelli, un'enorme cavità distante pochi km dal centro urbano, ed oggi in gran parte esposti al Museo Nazionale che porta il nome del valente medico archeologo.Ma la grande importanza del Materano risiede nei ritrovamenti Neolitici. Sugli altipiani calcarei sono presenti numerosi villaggi racchiusi in profonde trincee scavate nel terreno: i villaggi trincerati.
Ben visibili ancora oggi, ad oltre 10.000 anni di distanza, sono i fori di sostegno per i pali delle capanne, le fosse per le derrate e le tipiche cisterne a campana.
I luoghi più importanti sono Murgia Timone, Murgecchia e Serra d'Alto, che ha dato il suo nome ad una tipologia di ceramica neolitica.
I villaggi sono segnati e divisi da trincee ellissoidali. Tali trincee si pensava potessero dividere il villaggio secondo le classi sociali, ma più probabilmente servivano per l'allevamento ed a racchiudere la zona sacra e misteriosa dal vero e proprio insediamento.
La trincea, in effetti non aveva alcuno scopo difensivo. La tipologia dei villaggi materani si riscontra in altre zone d'Europa e del Mediterraneo, pur se qui ha una presenza più diffusa.

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Villaggio neolitico

La Murgia materana conserva i più interessanti esempi di villaggi neolitici fortificati in Italia risalenti a 12.000 anni fa, insediati nei dintorni dell’attuale città.
Numerosi e sparsi sul territorio,sorgevano nei pressi di corsi d’acqua, di fertili altipiani e di rigogliosi pascoli.
Questi villaggi basavano la loro vita sulla caccia e sulla raccolta, mettendo le basi di quella che sarà una vera rivoluzione: l’agricoltura e l’allevamento del bestiame.
In questo importante periodo storico, l’Uomo metterà fine alla vita nomade passata alla ricerca di selvaggina, frutti e cereali spontanei e si stabilisce in un luogo, ritenuto ideale per le sue nuove attività prevalentemente stanziali.
Copiosi e significativi sono i reperti conservati al Museo D. Ridola che testimoniano la presenza organizzata dell’Uomo in questi luoghi, dagli arnesi dell’industria litica ed ossea,alle urne cinerarie della cosiddetta ceramica dipinta o impressa, con vasi ricchi di svariati motivi geometrici ricavati graffiando la superficie con le unghia od oggetti.
La più importante testimonianza di questa attività è quella della finissima ceramica di Serra D’Alto, ritenuta unica ed esemplare dalla classe scientifica specializzata. Per dare un esempio di questo immenso patrimonio, spesso ignorato, esploriamone uno. 

 

Il rilievo eseguito dal Dott. Ridola e riprodotto qui a lato, mostra la forma del villaggio neolitico scoperto dallo stesso nel 1894.
A forma di ellisse, esso era circondato da due fossati tangenti ed era suddiviso in due zone, in tutto esteso 20.000 mq.
La freccia indica il luogo dove è collocata la tomba della foto più in basso.

Il fossato difensivo circonda tutto il villaggio ed impedisce al bestiame allevato di uscire ed agli animali predatori di entrare.
All’interno del villaggio si possono osservare piccole canalette scavate nella roccia, che servivano per convogliare l’acqua piovana in alcune profonde cisterne,  spesso due comunicanti fra loro, allo scopo di filtrare l’acqua.
Altri segni sul terreno calcareo evidenziano le basi circolari in linea, nelle quali venivano issati i pali delle tende usate come ricovero.
Sul perimetro del fossato si trovano alcuni tumuli, fra i quali il più evidente e significativo è quello  che segue.
La tomba di Murgia Timone, ha la forma di un cerchio che a sua volta ne racchiude un altro più piccolo, entrambi disegnati da grossi massi.

 

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