Lo sfollamento

A cura di Antonio e Francesco Foschino

L'ecosistema dei Sassi, che aveva retto per secoli, con l'intelligente sistema di raccolta delle acque, un buono stoccaggio dei rifiuti ed un livello di vita accettabile cominciò a declinare a partire dalla fine del Settecento.
La maggiore densità urbana, la crisi della pastorizia, il contesto periferico svolto dall'intero meridione portarono ad un continuo peggioramento della qualità di vita degli abitanti. In questi anni la città comincia ad estendersi anche sul "Piano", dove sorgono Piazza Vittorio Veneto, Via del Corso, Piazza San Francesco e piazzetta Pascoli, dove saranno costruite le "case nuove".
Queste nuove costruzioni, a ridosso dei Sassi, ne ridurranno enormemente l'apporto idrico. L'aumento vertiginoso della popolazione e della densità urbana causò numerosi problemi. Alcune cisterne furono svuotate e usate per allargare l'abitazione o trasformate esse stesse in abitazioni.

 

Per la natura del territorio era praticamente impossibile usufruire di condotte per l'acqua corrente e di una fognatura. Le abitazioni erano ormai promiscue in molti casi, ospitando in ambienti contigui persone ed animali. Le case, con scarsa luce, e scarsa aerazione, soffrono dell'affollamento. Alcune chiese rupestri furono trasformate in case e la situazione peggiorò fino agli anni quaranta, quando in questo stato furono visitati da Carlo Levi, che li descrisse nel "Cristo si è fermato ad Eboli".

 

Le condizioni di vita erano ormai al tracollo, come dimostra l'altissima mortalità infantile: se nel 1949 in Italia in media nascevano 112 nati morti su mille nati vivi, a Matera i nati morti giungevano a 463 su mille nati vivi.
Il clamore del libro di Carlo Levi spinse numerosi uomini di cultura e politici a visitare i Sassi. Palmiro Togliatti nel '48 e poi Alcide De Gasperi nel '52 visitarono la città e lo stesso De Gasperi nel 1954 firmò la prima Legge Speciale per lo sfollamento dei Sassi.
I due terzi di tutti gli abitanti della città dovevano forzatamente abbandonare le loro case e trasferirsi in nuovi rioni per decisione dello Stato.
Era la prima volta al mondo che ciò accadeva. I più grandi sociologi, antropologi, architetti ed urbanisti del tempo, fra cui Piccinato, Quaroni e Aymonino, furono chiamati a progettare i nuovi quartieri della città che avrebbero accolto le 15.000 persone sfollate
Furono costruiti tre borghi rurali (La Martella, Venusio e Picciano) per alloggiare le famiglie dei braccianti in posti vicino ad i terreni da lavorare.
Altri quartieri urbani furono costruiti, nel pieno rispetto del Piano Regolatore del 1956 a firma di Piccinato.

Per questi motivi Matera è stata una delle prime città italiane a dotarsi di un piano regolatore, che fu sorprendentemente seguito alla lettera.
I nuovi quartieri furono realizzati secondo il modello "Scandinavo", prevedendo cioè ampie zone verdi sia interne che esterne per separare i quartieri dalle larghe strade di scorrimento, piazzette e centri di aggregazione e presentando quindi una bassa densità abitativa. Previsto l'uso del mattone a vista e del ballatoio.
Oltre ad i tre borghi rurali prima citati, furono realizzati i quartieri urbani di Serra Venerdì, La Nera, Spine Bianche, Agna Cappuccini.
In soli quindici anni oltre 15/18.000 persone, a cominciare da quelli che vivevano nelle peggiori condizioni, furono trasferite nei nuovi quartieri ed i Sassi vennero completamente abbandonati: in pratica fu dichiarato illegale abitarci.
Sui discutibili motivi che spinsero a tale scelta è dedicata una pagina a parte.
In cambio delle nuove case, per le quali si pagava un irrisorio canone di affitto, veniva espropriata la casa nei Sassi che diventava demaniale.
In questo modo solo i più abbienti, che potevano permettersi di comprare una casa fuori dai Sassi, hanno conservato la proprietà dell'immobile, ed è per questo che oggi la quasi totalità dei Sassi è di proprietà demaniale.
Matera era così una città viva con un centro storico del tutto morto, ed i Sassi furono definiti il più grande centro storico completamente abbandonato del mondo. Dopo decenni di abbandono, è cominciata una lunga opera di recupero, argomento della pagina seguente, l'ultima di questo nostro Percorso Guidato.

 

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